Crea sito
Senza categoria

Le smart city: il frutto dello sviluppo intelligente

Pensate alla parola “smart”. Probabilmente la prima immagine che visualizzerete è quella dello smartphone, il dispositivo intelligente per antonomasia. Ma questa espressione può essere riferita anche a realtà più complesse, come una città per esempio. Ma cosa sono le smart city?

Le smart city sono città che gestiscono le risorse in modo intelligente, mirano a diventare economicamente sostenibili ed energeticamente autosufficienti e sono attente alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini.

 Dunque, sono spazi territoriali che sanno stare al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale, ma anche sostenibili e attrattive. Le smart city sono più competitive della media delle altre città e rappresentano un volano importante per l’economia di un Paese.

LE ORIGINI DELLE SMART CITY

Secondo lo studio The Smart City Breakaway 2019 della società internazionale di consulenza Roland Berger, sono 153 le città nel mondo che hanno pubblicato una strategia ufficiale di smart city. Ben 15 di queste hanno progetti che dimostrano un approccio strategico completo, mentre 8 di queste 15 sono a uno stadio avanzato di implementazione.

Fra le prime tre smart city al mondo ci sono due capitali europee: Vienna e Londra, accompagnate da una new entry a sorpresa che è Saint Albert.

  1. Vienna è al primo posto per aver ideato e messo in pratica un impianto strategico di smart city omnicomprensivo completato da un’agenda digitale. La strategia viene aggiornata in base al monitoraggio dei risultati.
  2. Londra è al secondo posto in classifica. La capitale londinese, nota per essere una città hi-tech innovativa e favorevole all’ecosistema delle startup, si è dotata di una roadmap digitale con focus dedicato alla smart city e una forte enfasi sui benefici che i cittadini possono ricavare da tecnologia e innovazione. Gli aggiornamenti del suo percorso lungo la strada della smart city sono stati diffusi nel 2013 e nel 2016.
  3. Saint Albert è una piccola città del Canada. Si trova nella provincia dell’Alberta, a nord-ovest di Edmonton, lungo il fiume Sturgeon, ed ha solo 65mila abitanti. Tuttavia, Roland Berger la indica come la terza città più smart al mondo grazie a un piano di smart city estremamente completo, che comprende 22 campi strategici con forti aspetti di tecnologia e innovazione.

NEOM, LA SMART CITY DEL FUTURO

Se da un lato abbiamo visto il concetto di smart city applicato a città preesistenti, ora cerchiamo di immaginare una città progettata sin dal principio per essere una smart city.

Per quanto possa sembrare estremamente futuristico in realtà si tratta di un progetto noto dal 2017. Il suo nome è Neom e punta ad essere la prima città al mondo completamente high tech oltre che la più vasta. Essa infatti dovrebbe avere un estensione territoriale pari a 26.500 chilometri quadrati nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, nei pressi di Tabuk. Si tratta di luoghi prettamente disabitati e desertici che adesso si preparano ad ospitare tecnologie di ultima generazione.

Neom sarà alimentata interamente tramite fonti rinnovabili e adopererà in tutta la città una connessione internet libera ed ultra veloce. Per la smart mobility invece i mezzi di trasporto si muoveranno tramite tecnologia driverless, ossia tramite sistemi di guida autonoma.

I costi di produzione di Neom ammontano a circa 500 miliardi di dollari, e nonostante il progetto appaia estremamente rivoluzionario, già nel 2018 si è passati per una fase di stallo. L’obbiettivo rimane comunque quello di far decollare almeno la prima fase dell’ iniziativa entro il 2025.

TOYOTA, DA MACCHINE ECOSOSTENIBILI AD UNA SMART CITY

Nella corsa alla creazione di una smart city sembra essersi aggiunta anche la Toyota, nota casa automobilistica che già da qualche anno ha adoperato una politica ecosostenibile per la produzione delle proprie autovetture.  Annunciata nel 2020, la città si chiamerà Woven city e si estenderà per 70 ettari alla base del monte Fuji. Essa presenterà un ecosistema  completamente connesso e interamente alimentato da celle ad idrogeno. La città è progettata per essere come un “laboratorio vivente” in cui i ricercatori vivranno e lavoreranno su progetti comeguida autonoma, robotica, mobilità personale, case intelligenti e intelligenza artificiale.

Punto di forza di questa città sarà l’ecosostenibilità in quanto, per ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica, gli edifici saranno principalmente in legno, inoltre saranno tutti dotati di pannelli solari in grado quindi di fornire un’alternativa energetica alle celle ad idrogeno.

LE SEI ASSI DI UNA SMART CITY

Per entrare sempre di più nel dettaglio delle Smart city, il concetto di “smartness” risulta avere un carattere multidimensionale e caratterizzato da diversi aspetti. E sono proprio quest’ultimi a condividere le caratteristiche per l’identificazione della Smart City. Caratteristiche basate su sei assi fondamentali;

  • smart economy;
  • smart people;
  • smart governance;
  • smart mobility;
  • smart enrvironment;
  • smart living

Nell’ambito della “smart economy”, si considera smart una città che applica i vantaggi derivanti dalle opportunità offerte dalle tecnologie (ICT) per aumentare la prosperità locale e la competitività. Fondamentale è la creazione di caratteristiche tali da attrarre nuove imprese. Per raggiungere tale obbiettivo è necessaria una pianificazione territoriale ed economica attraverso uno spirito fortemente innovativo e abilità di trasformazione.

Il concetto di “smart people” presuppone la partecipazione, il coinvolgimento, il dialogo, e soprattutto l’interazione tra cittadini e amministrazioni. In tal senso, una città intelligente è una città co-progettata, frutto di un processo partecipativo nel quale gli individui ritrovano la consapevolezza di poter essere co-autori delle politiche pubbliche. Per questo motivo, i cittadini delle smart city devono potere accedere a processi formativi che li rendano abitanti “smart” in termini di: competenze, capacità relazionali e atteggiamenti inclusivi (istruzione, creatività, apertura mentale). 

Inoltre, dal punto di vista sociale, riveste fondamentale importanza il ruolo del capitale umano e relazionale nello sviluppo urbano; in quest’ottica, una Smart City è una città la cui comunità ha imparato ad apprendere, adattarsi e innovare, con particolare attenzione al conseguimento dell’inclusione sociale dei residenti ed alla partecipazione dei cittadini nella pianificazione urbanistica e territoriale.

L’asse della “smart governance” rappresenta l’adozione di modelli di governo improntati a dare centralità ai beni relazionali ed ai beni comuni; tale asse è pertanto strettamente collegato a quello dello “smart people”. Appare fondamentale sviluppare opportunità per favorire la partecipazione civica nella creazione di valore pubblico, ed operare con modalità totalmente trasparenti.

La mobilità intelligente è una delle dimensioni chiave in cui il paradigma Smart City si articola, ed è quella in cui le città italiane, e non solo, stanno trovando la loro trasformazione più interessante, tanto attraverso grandi investimenti strutturali, quanto grazie a iniziative low cost che agiscono sull’innovazione sociale e sulla sensibilizzazione dei cittadini. L’obiettivo è di gestire efficientemente gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe attraverso spostamenti agevoli, buona disponibilità di trasporto pubblico, adozione di soluzioni avanzate di mobility management.  Anche nella gestione del traffico stradale può influire nella concezione di smart mobility; ad esempio, si può intervenire sui cicli semaforici per gestire la circolazione delle automobili in modo dinamico.  Allo stesso modo, i guidatori possono ottenere informazioni in tempo reale per trovare rapidamente un parcheggio, risparmiando tempo e carburante e contribuendo alla riduzione della congestione stradale (e delle emissioni)

Dal punto di vista ambientale, “smart environment”, è necessario che le città intelligenti incentrino la loro programmazione sul concetto di sostenibilità.  In una Smart City, in particolare, lo sfruttamento delle risorse a disposizione deve garantire l’uso sicuro e rinnovabile del patrimonio naturale.  E questo anche con iniziative tese a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e di gas serra.

Infine, il concetto di “smart living” racchiude i benefici apportati alla qualità della vita all’interno di una città intelligente, grazie alle innovazioni inserite in diversi ambiti. In ambito infrastrutturale, è importante l’utilizzo in rete delle risorse disponibili: tale sistema permette di migliorare l’efficienza economica e politica e permette lo sviluppo sociale, culturale e urbano.  Il termine infrastruttura comprende, in senso lato, la disponibilità e la fornitura di servizi per i cittadini e le imprese, facendo ampio uso delle tecnologie di informazione e comunicazione (telefonia fissa e mobile, reti informatiche, ecc.), evidenziando l’importanza della connettività come importante fattore di sviluppo.

LE PRINCIPALI TECNOLOGIE DELLE SMART CITY

Abbiamo già visto come i principali aspetti su cui una smart city si focalizza sono la mobilità, la scuola, il turismo, il government e la sanità. Per rendere però sempre più smart questi settori è necessario l’implementazione costante di nuove tecnologie e strumenti high tech. Ed è tra queste nuove tecnologie che troviamo ad esempio il 5G, ossia la nuova generazione di connettività mobile con la principale caratteristica di essere ultra veloce e di avere un basso tempo di latenza. Grazie ad essa l’esperienza dell’ utente può essere incrementata notevolmente con una grande garanzia di alte prestazioni. Il 5G rappresenta inoltre un forte punto di svolta per il progetto di “Internet of Things “(IoT), ossia la possibilità di estendere a tutti gli oggetti di uso quotidiano la connessione ad Internet in modo da incrementare aspetti come la sicurezza e la produttività. Basti pensare ai sensori ambientali oppure ai sistemi di gestione intelligente dei rifiuti i quali si avviano sempre più verso processi di sviluppo il cui fine ultimo sarà quello di portarli ad una autonomia piena.

GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA SULLE SMART CITY

La pandemia dovuta al Covid-19 ha costretto a ripensare il concetto di smart city. Nelle nostre città, anche in quelle più smart, ci ammaliamo, e non solo di coronavirus. Secondo l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ogni anno nel mondo muoiono circa 8 milioni di persone per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico, sia in locali chiusi (4,3 milioni), sia all’aperto (3,7 milioni). Si tratta dello 0,1% della popolazione mondiale.

Ma bisogna pensare positivi, in quanto la tecnologia e l’innovazione possono sempre portare il loro contributo, dai trasporti fino agli impianti di areazione. Ma non è tutto, si può riflettere sul cambiamento che l’adozione dello smart working avrà sulle città: cambieranno i luoghi di lavoro e probabilmente anche i centri finanziari delle metropoli non saranno più gli stessi.

Inoltre, nel 2020 l’emergenza legata al Covid19 ha accelerato la trasformazione digitale delle città italiane, anche se in modo non uniforme in quanto si nota una profonda differenza tra Nord e Sud, con alcune eccezioni del Mezzogiorno, si rafforza il ruolo guida dei capoluoghi metropolitani ed emerge una significativa reazione delle città più colpite dalla pandemia.

Per concludere, il futuro delle città è tracciato: il miglioramento della qualità della vita dei cittadini passa per uno sviluppo urbano capace di valorizzare le potenzialità del territorio ma in un’ottica nuova, che sfrutti le tecnologie smart a servizio dell’efficienza energetica, del basso impatto ambientale e dei minori costi nell’erogazione dei servizi essenziali.