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MACCHINA DA SCRIVERE

La storia della macchina da scrivere risale al 1575.

Quando?
Quando Francesco Rampazetto, tipografo ed editore italiano brevettò uno strumento con il quale i ciechi potessero comunicare.

Come è stato realizzato?
Era un macchinario con caratteri in rilievo, così attraverso il tatto, i ciechi potevano imparare a riconoscere le lettere e comunicare facilmente.
Ma il suo brevetto andò perso.
Nel 1823 Piero Conti di Cilavegna realizzò il “tacheografo”, dal greco “che scrive in fretta”. Successivamente il signor Ravizza, prendendo spunto dal tacheografo, realizzò il CEMBALO che rimase nel tempo come una delle migliori macchine da scrivere.

Perché si chiamava Cembalo?
Il nome deriva dalla sua somiglianza con i tasti del clavicembalo, e in quanto ai colori con quelli del pianoforte.

Infatti si basava sul meccanismo del pianoforte.
Nel brevetto veniva indicata come “cembalo scrivano, ossia macchina da scrivere a tasti” e veniva descritta la “tastiera a 32 tasti quadrati, in due linee sovrapposte, lettere in mezzo e interpunzioni ai lati”. A ciascun tasto corrispondeva un martelletto e l’insieme dei martelletti era disposto in cerchio.

Molto dopo un Alto Adige, Peter Mitterhofer, falegname e carpentiere con doti di inventore, tra il 1864 e il 1869 costruì cinque modelli di macchine da scrivere, di cui due in legno. Mitterhofer si recò a Vienna per consegnare la sua invenzione all’imperatore Francesco Giuseppe.
Il sovrano e i suoi esperti, però, non colsero l’importanza commerciale della costruzione.

Questa importanza venne colta in America dove, un giornalista americano, divenuto poi senatore, Sholes, ha realizzato una macchina più funzionale in modo tale che le leve dei caratteri più utilizzati non fossero a contatto tra di loro, così da non incepparsi continuamente.

Nacque una tastiera con un ordine delle lettere non molto diverso da quello che è arrivato fino a noi, con le tastiere dei computer.

Fu un’industria bellica statunitense, la Remington, a intuire per prima le potenzialità commerciali della nuova invenzione e a produrre i primi mille esemplari. Veniva chiamata “Qwerty”, ed è ancora la stessa sequenza che si trova su molte tastiere, comprese quelle della Apple.